Il labirinto in architettura
– il pellegrinaggio –

Frammento n.8 punto 3 di “The Truth of Labyrinth”

La mondialisation aidant, on s’emploiera à une uniformisation des consciences poussées, talonnées, harcelées par la nécessité d’être performantes. A la suite de quoi, ne fusse qu’imaginer une économie basée sur le Don paraîtra futile, sinon dangereux. La plupart y verront l’acte d’un lunatique courant derrière une chimère.

Maria Rebecca Ballestra, in collaborazione con Lucia Palmero
5 MINUTES FREE ZONE, 2015
3 video

A partire dall’età gotica l’immagine del labirinto – effige spesso rappresentata anche sui pavimenti musivi delle cattedrali – assume su di sé anche il significato del pellegrinaggio o del cammino di espiazione. Con l’opera 5 MINUTES FREE ZONE, realizzata in collaborazione con l’artista e attivista Lucia Palmero, Maria Rebecca Ballestra vuole riflettere sul tema, di estrema attualità, dei flussi migratori come percorsi di pellegrinaggio di uomini sventurati che si spostano dalle loro terre d’origine verso nuove mete, alla ricerca di un mondo migliore.

Avendo sempre vissuto in una zona di confine come Ventimiglia, Maria Rebecca Ballestra affronta una riflessione sui più recenti fatti di cronaca legati agli immigrati bloccati al confine tra la Francia e l’Italia, accampati per un lungo periodo sugli scogli vicini alla frontiera. L’opera presenta delle video-interviste a questi immigrati. Essi hanno avuto, precedentemente, la possibilità di ricaricare i loro telefoni grazie all’installazione, da parte di Maria Rebecca Ballestra e Lucia Palmero, di un ombrellone con pannelli solari. In questo modo sono stati in grado di utilizzare, nuovamente, i loro cellulari riuscendo in tal modo a chiamare casa.

Proprio come in un labirinto gli immigrati non hanno precisa coscienza della loro posizione geografica e questo loro essere completamente persi, non geolocalizzati, li accomuna ai pellegrini del Medioevo, che non avevano gli strumenti, tecnici e intellettuali, per sapere esattamente dove si trovavano e dove stavano andando.

Agorè, via Rastello 49, Gorizia
10 febbraio – 3 marzo 2018
Giovedì, venerdì, sabato 16.00 – 19.00