Il labirinto nel giardino
– la natura –

Frammento n. 5 punto 1 di “The Truth of Labyrinth”

Nous nous avancerons donc seuls afin d’expliciter notre propos: penser une spiritualité moderne, adaptée au monde dans lequel nous vivons.

A cette fin nous nous appuierons sur une image source: celle d’un Méditant en quête de paix intérieure. L’image est irradiante et promeut deux positions existentielles: un Regard, né du silence et tourné vers l’intérieur; un Témoin contemplant les œuvres et leurs parcours.

Maria Rebecca Ballestra
On Nature, 2015
21 canne di bambù incise, 21 stampe su carta
Dimensioni variabili

In questa tappa dedicata al tema della natura Maria Rebecca Ballestra si è concentrata sulla tradizione secolare e ludica del labirinto botanico, apparso in epoca tardomedievale per godere della sua massima popolarità nel Rinascimento italiano. Il punto di riferimento dell’opera di questa tappa – On Nature – è, in particolare, il Labirinto della Masone, opera realizzata recentemente da Franco Maria Ricci a Fontanellato (Parma).

I primi labirinti botanici appaiono verso la fine del Medioevo per diventare, ben presto, un elemento imprescindibile dell’arte del giardino, caratterizzando i parchi di molti castelli europei. Carlo V, ad esempio, ne fece costruire uno nei giardini di Saint-Paul a Parigi, diffondendone poi la presenza anche nei suoi palazzi di Bruxelles e Siviglia: nei giardini dell’Alcazar, ad esempio, è tutt’oggi presente un labirinto di tasso. In epoca rinascimentale e fino al XVIII sec. i giardini pullulano di labirinti, divenuti un elemento architettonico profano e ludico. Ai primi labirinti, che non superano l’altezza del ginocchio e il cui tracciato è spesso elementare, fanno seguito disegni sempre più complessi, siepi sempre più alte e innumerevoli nuovi ornamenti.

In questa tappa del progetto Maria Rebecca Ballestra si è ispirata, in particolar modo, al Labirinto di Masone, località nei pressi di Fontanellato in provincia di Parma, recentemente realizzato da Franco Maria Ricci: otto ettari di labirinto racchiudono tre chilometri di un tracciato che s’infila sotto gallerie vegetali realizzate con canne di bambù alte cinque metri provenienti da Liguria e Francia. Così lo descrive lo stesso Franco Maria Ricci: «Ho discusso di labirinti tutta la vita, con Italo Calvino, con Roland Barthes, con Jorge Luis Borges. Lui ne era ossessionato, li citava continuamente nei suoi racconti, come nel Tema del traditore e dell’eroe, dal quale Bernardo Bertolucci trasse il suo La strategia del ragno. Borges rimase ospite a casa mia venti giorni, negli anni Ottanta, e fu allora che iniziai a pensare di costruire un labirinto vero».

Galleria d’Arte “Mario Di Iorio”, Biblioteca Statale Isontina di Gorizia
26 gennaio – 14 febbraio 2018

26 gennaio 2018: ore 18.00 inaugurazione